{"id":5340,"date":"2020-12-13T12:00:17","date_gmt":"2020-12-13T11:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/sgsolutionsrl.it\/megaprocessore-contro-supercomputer\/"},"modified":"2020-12-13T12:00:17","modified_gmt":"2020-12-13T11:00:17","slug":"megaprocessore-contro-supercomputer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/falatech.it\/en\/megaprocessore-contro-supercomputer\/","title":{"rendered":"Megaprocessore contro supercomputer"},"content":{"rendered":"<div>Da sempre il mondo dell&#8217;informatica investe enormi quantit&amp;agrave; di risorse nella ricerca ossessiva della miniaturizzazione con l&#8217;obiettivo di realizzare componenti, in particolare i microchip, sempre pi&amp;ugrave; piccoli e potenti. Ci sono per&amp;ograve; realt&amp;agrave; che vanno in direzioni alternative. Cerebras Systems, azienda USA specializzata nella produzione di processori ad alte e altissime prestazioni, ha presentato Wafer Scale Engine (WSE), che per quel che sappiamo &amp;egrave; al momento il processore pi&amp;ugrave; grande e potente mai realizzato: la dimensione del megachip &amp;egrave; quella di un foglio A4, e in questi 210&#215;297 mm ospita 1,2 trilioni di transistor &#8211; 1 trilione, per gli americani, &amp;egrave; 1 seguito da 12 zeri: 1.000.000.000.000).&amp;nbsp;Non c&#8217;&amp;egrave; gara. Il WSE &amp;egrave; di gran lunga il re della sua categoria: il secondo della lista, il processore grafico (GPU) NVIDIA A100, ha le dimensioni di un francobollo e ospita appena 54 miliardi di transistor. Per avere un&#8217;idea di come si piazzano, nella classifica, questi super componenti rispetto a quelli che equipaggiano i computer che utilizziamo abitualmente per studiare o lavorare, basti pensare che un processore Intel Core i7, tra i pi&amp;ugrave; potenti mercato commerciale, misura circa 35&#215;35 mm e ospita 2,6 miliardi di transistor.&amp;nbsp;AI pi&amp;ugrave; brillante. L&#8217;obiettivo dichiarato di Cerebras &amp;egrave; di usare il WSE per dare sprint ai sistemi di intelligenza artificiale (AI), e nei primi test sembra che il mega processore abbia fatto mangiare la polvere a un normale supercomputer, il Joule 2.0. I tecnici di Cerebras hanno montato il WSE all&#8217;interno di un sistema, chiamato CS-1, grande come un frigorifero presso i National Energy Technology Laboratory. Il CS-1 &amp;egrave; stato messo alla prova contro un supercomputer nella soluzione di un problema molto complesso relativo alla combustione in una centrale termica.&amp;nbsp;CS-1 &amp;egrave; risultato 200 volte pi&amp;ugrave; veloce del supercomputer. Secondo i ricercatori, un risultato di questo tipo non pu&amp;ograve; essere ottenuto semplicemente assemblando un numero maggiore di processori convenzionali, perch&amp;eacute; la potenza di calcolo non pu&amp;ograve; crescere all&#8217;infinito (in apparente contraddizione con la legge di Moore). Nel corso della sfida, nel momento di picco il Joule 2.0 ha utilizzato solo 16.384 processori degli 86.400 disponibili.&amp;nbsp;Anche green. Il segreto di WSE &amp;egrave; nella sua costruzione: il megaprocessore &amp;egrave; infatti realizzato su una singola piastra di silicio e contiene al suo interno l&#8217;equivalente di 400.000 processori, ciascuno con la sua memoria, che funzionano come un&#8217;unica unit&amp;agrave;. E mentre una macchina come Joule 2.0 per funzionare richiede oltre 450 kW di potenza, il WSE si accontenta di 20 kW. Secondo i ricercatori, la macchina di Cerebras potr&amp;agrave; affrontare problemi oggi impossibili per un supercomputer: potr&amp;agrave; per esempio simulare in tempo reale il flusso di aria attorno alle pale di un elicottero in atterraggio e automatizzare il processo, o anche ospitare un&#8217;intera rete neurale fino a 1.000 volte pi&amp;ugrave; veloce delle attuali &#8211; e siamo solo all&#8217;inizio, perch&amp;eacute; Cerebras sta lavorando a una seconda generazione di WSE ancora pi&amp;ugrave; straordinariamente potenti..<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da sempre il mondo dell&#8217;informatica investe enormi quantit&amp;agrave; di risorse nella ricerca ossessiva della miniaturizzazione con l&#8217;obiettivo di realizzare componenti, in particolare i microchip, sempre pi&amp;ugrave; piccoli e potenti. 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