{"id":5397,"date":"2021-05-19T18:00:55","date_gmt":"2021-05-19T17:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/sgsolutionsrl.it\/anche-internet-perde-la-sua-biodiversita\/"},"modified":"2021-05-19T18:00:55","modified_gmt":"2021-05-19T17:00:55","slug":"anche-internet-perde-la-sua-biodiversita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/falatech.it\/en\/anche-internet-perde-la-sua-biodiversita\/","title":{"rendered":"Anche Internet perde la sua biodiversit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div>L&#8217;universo online &amp;egrave; in continua, inarrestabile, espansione da quasi 25 anni. Nel 2020 il numero dei soli domini .com registrati ha superato i 150 milioni.<br \/>\nEppure, nonostante questa crescita, il mondo digitale si sta concentrando attorno ad un numero sempre pi&amp;ugrave; ristretto di organizzazioni, che accentrano nelle loro mani un sempre maggior numero di servizi.<br \/>\nL&#8217;ecosistema &#8220;.com&#8221;. La &#8220;biodiversit&amp;agrave;&#8221; digitale &amp;egrave; stata recentemente analizzata da un team di ricercatori australiani, che con l&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale ha scandagliato 18 miliardi di commenti online pubblicati su Reddit e Twitter a partire dal 2006 e i link postati a corredo di questi commenti.. L&#8217;analisi ha misurato l&#8217;unicit&amp;agrave; dei link postati nei commenti con un coefficiente tra 0 (massima diversit&amp;agrave;, ogni commento punta a un dominio diverso) e 1 (minima diversit&amp;agrave;, tutti i commenti puntano allo stesso dominio, per esempio youtube.com).<br \/>\nI risultati dello studio sono chiari: 20 anni fa nel web c&#8217;era molta pi&amp;ugrave; diversit&amp;agrave;, con oltre 20 link diversi ogni 100 commenti pubblicati. Nel 2020 i ricercatori hanno misurato una media di appena 5 link diversi ogni 100 commenti pubblicati.<br \/>\nSecondo lo studio, nel 2020 il 60-70% dell&#8217;attenzione sui principali social media si &amp;egrave; focalizzata su meno di 10 domini.<br \/>\nLa ricerca ha misurato anche la struttura dei link che collegano tra loro i vari siti web, analizzando oltre 20 milioni di connessioni negli ultimi 3 anni. Ne &amp;egrave; emerso che i primi 1.000 siti pi&amp;ugrave; visitati al mondo crescono di popolarit&amp;agrave; un mese dopo l&#8217;altro, a discapito dei siti pi&amp;ugrave; piccoli e meno conosciuti.Ma nonostante questo il web continua ad essere terreno fertile per l&#8217;innovazione: ogni giorno nascono nuovi servizi, nuove applicazioni e nuovi prodotti, dai servizi di messaggistica allo shopping online, dalle piattaforme per trovare lavoro a quelle per giocare o lavorare.<br \/>\nSempre meno superstiti. Lo studio ha misurato anche come nel corso della sua storia il web abbia radicalmente mutato la propria vitalit&amp;agrave;: se nel 2011 il 40% dei siti creati 5 anni prima era ancora attivo, nel 2015 questa percentuale si era ridotta al 3.<br \/>\nLe dinamiche della concorrenza digitale sembrano quindi chiare: in 25 anni il web &amp;egrave; profondamente mutato e ha perso la maggior parte della propria diversit&amp;agrave;, a scapito della concorrenza e dei vantaggi dell&#8217;economia di rete. A farne le spese non &amp;egrave; solo il mondo digitale, ma anche quello reale, visto che si tratta di due universi sempre pi&amp;ugrave; interconnessi. In che modo? Internet &amp;egrave;, tra le tante cose, anche la prima fonte di contatti per chi vuole trovare lavoro, fare acquisti, cercare una casa&#8230; Se il contenuto &amp;egrave; nelle mani di poche grandi aziende, si rischia di creare forti squilibri che a lungo andare avranno conseguenze sull&#8217;utente finale, ma non solo.<br \/>\nSecondo i ricercatori &amp;egrave; quindi compito dei governanti promuovere lo sviluppo della diversit&amp;agrave; digitale, favorendo la nascita di servizi sempre nuovi e innovativi capaci di soddisfare le esigenze e bisogni ancora irrisolti dei consumatori.<br \/>\n.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;universo online &amp;egrave; in continua, inarrestabile, espansione da quasi 25 anni. Nel 2020 il numero dei soli domini .com registrati ha superato i 150 milioni. 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