{"id":5692,"date":"2022-07-01T18:01:10","date_gmt":"2022-07-01T17:01:10","guid":{"rendered":"https:\/\/sgsolutionsrl.it\/il-nuovo-bolide-degli-studenti-del-politecnico\/"},"modified":"2022-07-01T18:01:10","modified_gmt":"2022-07-01T17:01:10","slug":"il-nuovo-bolide-degli-studenti-del-politecnico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/falatech.it\/en\/il-nuovo-bolide-degli-studenti-del-politecnico\/","title":{"rendered":"Il nuovo bolide degli studenti del Politecnico"},"content":{"rendered":"<div>Si chiama DP13. \u00c8 nera, e passa da 0 a 100 km orari in 3 secondi, sia con che senza pilota. Soprattutto, \u00e8 stata progettata e costruita, dal motore alla carrozzeria, dagli studenti del reparto corse del Politecnico di Milano, il Dynamis PRC. Che con questa monoposto da corsa parteciperanno alla Formula Student, una gara internazionale in cui 600 universit\u00e0 &#8211; fra cui 15 italiane &#8211; si sfideranno in diverse competizioni globali. Obiettivo: non solo sfrecciare pi\u00f9 veloci degli altri, ma dimostrare di saper produrre un veicolo efficiente in ogni aspetto, compresi il design, i costi e i consumi. Un&#8217;esperienza formativa a tutto tondo.. Che cos&#8217;\u00e8 la Formula Student. \u00abPartecipiamo a questa competizione dal 2004\u00bb, racconta uno deisupervisori, Francesco Braghin, docente di meccanica applicata alle macchine \u00abed \u00e8\u00a0un&#8217;avventura straordinaria. Progettare e costruire una monoposto da corsa \u00e8 un progetto complesso: occorre saper fare un lavoro di squadra, mettendo insieme competenzediverse\u00bb.<br \/>\nLa DP13, infatti, \u00e8\u00ad il frutto di 9 mesi di lavoro di circa 120 studenti dai 19 ai 26 annidelle facolt\u00e0 di ingegneria (meccanica, elettronica, aerospaziale, automazione) e design. \u00abFino al 2012\u00bb racconta Alberto Testa, uno dei team leader \u00abl&#8217;iniziativa era riservata ai dottorandi, ma in questo modo i membri della squadra cambiavano ogni anno: non c&#8217;era travaso di esperienze e si ripartiva ogni volta da zero. Poi la competizione \u00e8 stata aperta atutti gli studenti, cos\u00ec ciascuno pu\u00f2 rimanere in squadra per 2-3 anni, trasferendo le sue esperienze ai nuovi membri della squadra\u00bb.<br \/>\nDynamis: squadra vincente. Con risultati tangibili: l&#8217;anno scorso Dynamis \u00e8 stata la squadra italiana che ha ottenuto il miglior piazzamento fra gli atenei italiani, conquistando il 30\u00b0 posto mondiale dei veicoli elettrici. Un risultato che ha fatto il paio con il titolo mondiale conquistato, sempre nel 2021, da un&#8217;altra squadra dell&#8217;ateneo milanese, Polimove: ha vinto l&#8217;Indy Autonomous Challenge facendo correre senza pilota una Dallara IL-15 contro i pi\u00f9 prestigiosi politecnici del pianeta.. La DP13 \u00e8 stata presentata al Politecnico di Milano dagli studenti che ne hanno rifinito gli ultimi dettagli a notte fonda. Un impegno febbrile, iniziato lo scorso settembre con la progettazione e la ricerca degli sponsor: 500mila euro, di cui 50mila stanziati dal Politecnico. Poi gli studenti hanno costruito, assemblato e testato (nella Galleria del vento del Politecnico) ogni singolo elemento.<br \/>\nDP13: il bolide del Politecnico. \u00c8 un veicolo lungo poco meno di 3 metri, pesante 190 kg e con una batteria elettrica da 80 kW. Ed \u00e8 capace di correre sia con pilotache senza, grazie a un software di guida autonoma sviluppato dagli studenti.\u00ab\u00c8 un sistema capace di riconoscere la pista e i coni spartitraffico: non \u00e8 pensato per laguida in una citt\u00e0 ma solo per muoversi nei circuiti\u00bb spiega Testa. \u00abRispetto alle versioni precedenti siamo riusciti a ridurre il peso di circa 30 kg. E abbiamo assemblato una batteria elettrica pi\u00f9 moderna e performante\u00bb.<br \/>\nOggi il veicolo inizia i test sulla pista del Museo storico Alfa Romeo di Arese. Poi la DP13 parteciper\u00e0 a 3 gare: una in Italia (13 luglio, autodromo Riccardo Paletti a Varano de&#8217; Melegari in provincia di Parma) e due all&#8217;estero in agosto (a Hungaroring, in Ungheria e all&#8217;Hockenheimring in Germania).. Comunque andr\u00e0 a finire sar\u00e0 un successo: molti degli ex membri di Dynamis lavorano oggi in case automobilistiche, qualcuno anche in scuderie di Formula 1 come Ferrari, Alpine, Haas. \u00abAgli ingegneri che vogliono lavorare in F1 o in MotoGP \u00e8 richiesta l&#8217;esperienza nelle competizioni motoristiche internazionali\u00bb aggiunge il professor Braghin. \u00abPerch\u00e9 nelle gare, oltre alle competenze, occorre saper lavorare in squadra e risolvere gli imprevisti in tempo reale.<br \/>\nPronti ai box. I ragazzi sono davvero molto bravi: fanno tutto da soli. Anche perch\u00e9 le nostre squadre, rispetto a quelle straniere, hanno molti meno fondi: i nostri studenti disegnano e laminano il telaio in fibra di carbonio, mentre quelli tedeschi staccano un assegno e lo comprano. Eppure, anche con pochi mezzi, la nostra squadra \u00e8 riuscita a conquistare un piazzamento importante al suo esordio nella categoria dei motori elettrici battendo squadre che si impegnavano da anni. Nelle gare internazionali di Formula Student c&#8217;\u00e8 uno spirito sportivo molto bello: le squadre si affrontano in pista, ma nei box i ragazzi si danno una mano prestandosi attrezzi e pezzi di ricambio\u00bb..<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiama DP13. \u00c8 nera, e passa da 0 a 100 km orari in 3 secondi, sia con che senza pilota. Soprattutto, \u00e8 stata progettata e costruita, dal motore alla carrozzeria, dagli studenti del reparto corse del Politecnico di Milano, il Dynamis PRC. 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